Salvatore Puglisi Cosentino, un esempio virtuoso per gli allevamenti ittici ad uso industriale

L’itticoltura è un’attività produttiva che si pratica negli allevamenti dedicati e nel comparto della pesca, sia per scopi sportivi, ma soprattutto per finalità industriali/commerciali. L’allevamento ittico ad uso industriale si effettua direttamente nei mari e negli oceani, mediante l’uso di piccoli pescherecci che non si allontanano troppo dalla costa o attraverso moderne navi oceaniche che, invece, vanno a largo e restano lontano per lungo tempo. In questo secondo caso, il pesce pescato viene conservato in grandi celle frigorifere perché se ne preservi la freschezza, nonostante il lungo periodo che intercorre tra la pesca e la commercializzazione. In Italia, un esempio virtuoso è costituito da “Acqua Azzurra”, l’innovativo impianto di acquacoltura di Pachino, voluto e portato avanti grazie alla forza e alla tenacia di un imprenditore che ha sempre mostrato un grande impegno sul suo territorio, Salvatore Puglisi Cosentino.

Gli impianti di allevamento ittico ad uso industriale possono essere differenziarsi a seconda del posto in cui trovano ubicazione. Esistono, infatti impianti a terra ed impianti a mare. Il primo tipo è maggiormente rintracciabile nell’area Mediterranea, comprendendo diversi sistemi di allevamento: sistemi estensivi e valli da pesca, sistemi intensivi con flusso d’acqua a perdere e sistemi intensivi a ricircolo. Gli impianti a mare, invece, sono formati da gabbie, che possono essere sia galleggianti, sia sommerse che sommergibili. La struttura ed il grado di resistenza alle mareggiate consente ancora di suddividere tra due modelli: gabbie fruibili per l’uso in aree marine protette, come baie, fiordi, ecc… ; gabbie off-shore, che vengono posizionate direttamente in  mare aperto. Questa seconda tendenza appare oggi la più praticata e sviluppata. Negli allevamenti ittici ad uso industriale le specie di acqua dolce maggiormente allevate sono soprattutto la trota iridea, la carpa e la tilapia, seppur quest’ultima specie soltanto in climi tropicali. Anche le anguille e i cefali trovano molto spazio negli allevamenti ittici praticati per scopi industriali. Invece, spigole ed orate, come pure tonni e ricciole vengono maggiormente allevati negli allevamenti ittici industriali praticati in mare aperto. Rappresentano, infatti, le specie più pregiate e ricercate nei mercati e, pertanto, vengono allevate con cura  e dettaglio! Il settore dell’itticoltura è molto diffuso e praticato. In modo particolare, l’itticoltura ad uso industriale in Europa offre lavoro a circa 80mila persone e raccoglie un fatturato pari a 3 miliardi di euro l’anno. L’Italia presenta circa 750 siti produttivi, realizzando 64000 tonnellate all’anno per un fatturato pari a 338 milioni di euro, con 14mila addetti al “sistema acquacoltura”, compreso l’indotto. Il Friuli Venezia Giulia è la regione italiana con un sistema ittico industriale particolarmente sviluppato, grazie ad una produzione totale di 12mila tonnellate/anno, in circa 80 impianti produttivi tra acqua dolce e acqua salata.