Contributo IVS in busta paga: di cosa si tratta?

Sono numerose le persone che, una volta arrivata la busta paga, controllano solo l’importo finale piuttosto frettolosamente, appongono la loro firma e chiudono questo importante documento in un cassetto. Si tratta di una pratica sbagliata, perché in busta paga sono presenti molte diciture importanti, a cui spesso non facciamo caso e che invece dovrebbero essere conosciute in modo davvero molto approfondito. Tra le diciture di questa tipologia c’è sicuramente il contributo IVS. Andiamo insieme a capire che cosa sia il contributo ivs in busta paga, come viene effettuato il suo calcolo, e quali vantaggi comporta.

Il contributo IVS è una quota che deve essere obbligatoriamente versata ai fini pensionistici, che riguarda nello specifico l’invalidità, la vecchiaia o i superstiti. Il versamento viene effettuato direttamente all’INPS. Alcune categorie di lavoratori però si avvalgono di gestori pensionistici speciali: in questo caso ovviamente il versamento dovrà essere effettuato proprio a questi gestori. Si tratta di un parametro che è presente in busta paga perchè questa quota viene trattenuta direttamente dallo stipendio. Il contributo IVS però non riguarda solo i dipendenti, anche i lavoratori autonomi e i liberi professionisti hanno l’obbligo di versare questa quota. In questo caso però, non essendoci busta paga, il lavoratore dovrà effettuare il pagamento in modo periodico direttamente tramite un modello F24.

Sia che si tratti di una detrazione dalla propria busta paga, sia che invece si tratti di una quota che deve essere versata in modo autonomo, dobbiamo ammettere che per molti lavoratori vedere dei soldi che gli appartengono sfumare in questo modo può essere piuttosto stressante, soprattutto in un momento economicamente non particolarmente roseo come quello che stiamo vivendo. Nonostante si tratti di uno stress più che comprensibile, ci teniamo a sottolineare che questa quota pensionistica va a favore del lavoratore che potrà percepire la sua pensione anche in casi piuttosto gravi.

Prendiamo in considerazione i due primi eventi, vecchiaia e invalidità. Nel caso di un infortunio, di un incidente, di una malattia più o meno grave o semplicemente dello scorrere inesorabile del tempo è possibile che un lavoratore non sia più adatto al suo lavoro e grazie al contributo IVS è possibile ottenere comunque la pensione. Per quanto riguarda l’ultimo punto, superstiti, la questione è ancora più complessa. Avete mai pensato a che cosa accadrebbe dal punto di vista economico nel caso in cui voi doveste morire alla vostra famiglia, ai superstiti appunto? Versando questa aliquota avete la possibilità di garantire loro il sostegno economico di cui hanno bisogno per andare avanti nel miglior modo possibile. A noi sembra insomma che valga davvero la pena di spendere qualche soldo per ottenere questi vantaggi, una vera e propria assicurazione contro ogni possibile tragico evento che potrebbe accadere nelle vostre vite.

Ma andiamo insieme a capire a quanto ammonta il contributo IVS che dovete versare. Non si tratta ovviamente di un valore fisso: varia infatti in relazione al reddito e alla tipologia di lavoro portata avanti nel corso degli ultimi anni, in modo da garantire un sussidio che sia quanto più simile possibile alla retribuzione a cui il lavoratore si è abituato. Non solo, entrano in gioco nella determinazione del sussidio anche le dimensioni dell’azienda per cui lavorate e il reddito aziendale, la vostra età, la vostra residenza. Possiamo però in generale affermare che si va da un minimo del 24% ad un massimo del 34% sul valore dello stipendio.

Nel caso in cui abbiate ancora qualche dubbio circa il contributo IVS, o anche ovviamente circa ogni altra quota pensionistica che siete costretti a versare, non possiamo che consigliarvi di fare riferimento all’Inps o al vostro gestore pensionistico speciale: potete cercare informazioni sui loro siti internet ufficiali oppure recarvi in un ufficio per parlare di persona con un responsabile che saprà sicuramente fugare ogni vostro dubbio. In alternativa potete fare riferimento direttamente al vostro commercialista di fiducia, che già segue tutta la vostra contabilità e che conosce quindi più che bene quale sia la vostra situazione.

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